Un crocevia di storie nere

Quando i magistrati che indagano sugli affari della ndrangheta in Emilia-Romagna si imbattono, nell’ambito dell’inchiesta Grimilde, nella Maloa di Chiasso, non sanno ancora che quella società darà loro grandi soddisfazioni investigative. Lunedì 20 settembre, nell’aula del processo Grimilde a Reggio Emilia, è emerso che secondo gli inquirenti in quella Maloa sono transitati i soldi della ‘ndrangheta. È stato il commissario della squadra mobile di Bologna Saverio Pescatore a ricostruire il giro di denaro. Partendo dalla fattura emessa da un commercialista verso la Maloa, si scopre che i rivoli del pagamento finiscono, in passaggi successivi, a diversi imputati già condannati nel rito abbreviato di Grimilde, tutti collegati alla cosca dei Grande Aracri. Scavando nei dati pubblici del registro imprese svizzero, si scopre che questa Maloa è inserita in un contesto di relazioni e vicende piuttosto inquietanti.
La Maloa Ltd, come è emerso nel dibattimento, era finita in diverse indagini sulle frodi carosello nel settore dei carburanti. Si tratta di una società maltese con succursale prima a Lugano e poi a Chiasso e nella sua storia cambia diverse volte sede. Stando al registro imprese, nel periodo tra ottobre 2014 e febbraio 2016, la sede di questa succursale nella Confederazione viene registrata presso la Ticonsul SA di piazza Cioccaro a Lugano. Si tratta della Ticonsul sa di Lugano che diverse inchieste giornalistiche hanno citato nel caso Lega-Metropol, la cosiddetta ‘Moscopoli’. In particolare, presso la Ticonsul sa ha sede l’organizzazione Fratria di un ticinese piuttosto noto, Roger Etter “pregiudicato neonazista – scrive Repubblica – fotografato insieme a Salvini e al vicesindaco leghista di Luino Alessandro Casali”. Etter, attraverso la sua associazione, Fratria, organizza eventi in onore della Russia di Putin e in particolare uno con Alexander Dugin, l’ideologo della supremazia dell’Eurasia. Personaggio di riferimento, Dugin, dell’estrema destra russa e presunto uomo di contatto, nel caso Lega-Metropol, tra gli italiani, guidati da Savoini, e i russi interessati ad una compravendita di gasolio con annessa, per ora solo ipotizzata, tangente a favore del Carroccio. Presso la Ticonsul, quindi, passa sia la sede della società che oggi si scopre essere, secondo gli inquirenti, utilizzata dalla ‘ndrangheta per far arrivare soldi ai Grande Aracri, sia un pezzo della rete di relazioni di estrema destra che unisce gli ambienti ultraconservatori di Mosca alla Svizzera e all’Italia. Ticonsul, a scanso di equivoci, non è comunque implicata nell’indagine Grimilde.
Ma c’è un’altra sorpresa, anzi due, per chi si mette a studiare le carte del registro imprese svizzero. La prima. Maloa ha un amministratore che si chiama Takesci Bisso: troviamo il suo nome tra gli amministratori di LP Suisse Fiduciary AG in Liquidation, società in cui subentra come amministratore nel 2015, tra gli altri, a Danilo Larini da Morcote (Canton Ticino) che è implicato nel caso di presunta malversazione nella gestione della fondazione Cariciv di Civitavecchia (in questo caso si è arrivati alla scarcerazione di Larini nel 2019 e al sequestro dei suoi beni nel 2021). Un altro filo, quindi, collega la Maloa a vicende italiane, oltre a quello del processo Grimilde.
La seconda sorpresa si ottiene scavando nel registro dei Panama Papers. La Maloa, lo ricordiamo, è una società con filiale svizzera ma maltese di origine, registrata nel marzo 2011, con sede a Birkirkara. Gli azionisti, stando ai registri svelati da Panama Papers, risultano essere due: Stefano Doninelli, amministratore anche della succursale svizzera della Maloa a partire dal 2016, dopo quindi Takesci Bisso; e una misteriosa società panamense, la Porrentury SA, registrata a un indirizzo (53rd E Street Urbanizacion Marbella MMG Tower, 16th Floor Panama City) in cui troviamo una sede dello studio Morgan y Morgan. Dal registro di Opencorporates risulta esistere solo una Porrentruy SA (grafia quindi leggermente diversa), il cui agente è proprio lo studio Morgan y Morgan e registrata a fine settembre 2010. I nomi di almeno tre amministratori della Porrentruy SA di Panama entrano in un paio di grossi scandali brasiliani, quelli che hanno investito l’ex ministro brasiliano José Dirceu (arrestato per corruzione) e l’ex manager di Petrobras Pedro Barusco. Nelle vicende di entrambi, spuntano società anonime panamensi: e in entrambi i casi i gestori sono proprio quelli della Porrentruy che, a Malta, possiede parte della Maloa usata dai Grande Aracri.


Ricapitolando: la scatola societaria svizzera che serve a movimentare i denari dei Grande Aracri, secondo le ipotesi d’accusa al processo Grimilde, è legata si alle attività dell’ultradestra filorussa, sia a truffaldine vicende molto italiane, sia al mondo delle offshore panamensi usate negli scandali politici sudamericani. Ne emerge un quadro che lega destra eversiva, mafia, corruzione politica e offshore: e ciò rappresenta una sorta di schema ricorrente a molte latitudini, facilmente individuabile da chi segue le tortuose peripezie della finanza offshore. Le vicende della criminalità italiana vanno quindi ricondotte a una dinamica molto più vasta, le cui logiche e i cui inconfessabili legami sembrano ancora tutti da indagare.

Simone Russo

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Riceviamo e pubblichiamo la replica del signor Roger Etter all’articolo di Simone Russo

Un buongiorno a Voi 
Da quanto in oggetto – a firma Simone Russo – evinco che la deontologia professionale – quella di accertarsi sull’origine e veridicità delle informazioni riportate rispettivamente trascritte – lascia alquanto a desiderare, e quanto, a maggior gravità, se si etichetta gratuitamente l’Associazione FRATRIA di essere di estrema destra. 
Dalla sua costituzione l’Associazione ha tenuto tre eventi: una conferenza con ospite il filosofo russo Aleksandr Dugin, una conferenza con il compianto giornalista Giulietto Chiesa ed una con il filosofo Diego Fusaro e quanto in sintonia con il proprio scopo sociale che, papale papale, recita: 
“​La promozione di eventi culturali e artistici con particolare attenzione agli aspetti socio-economici, ambientali, di salute pubblica, politici e esoterici. L’ Associazione può organizzare eventi, tavole rotonde e potrà gestire siti web, pubblicazioni, media cartacei ed elettronici oltre che partecipare alla vita politica cantonale, nazionale ed internazionale”.
Se tra i fondatori vi pure lo scrivente, come voi dite pregiudicato, questi ha il diritto all’oblio, in particolare dopo aver espiato interamente una pena che sempre ha contestato e per la cui condanna non ha potuto godere dell’istanza di appello penale che, semplicemente, allora non esisteva nella Repubblica del Canton Ticino. Per tanto, il richiamare la mia persona nel commento di quanto è semplicemente strumentale. Per inciso, la mia passata attività politica di parlamentare era oltretutto focalizzata a combattere l’infiltrazione malavitosa e, in totale antitesi dell’etichetta attribuitami ero un fervo sostenitore della democrazia diretta, del federalismo e del ben noto modello politico svizzero; informazioni, queste, facilmente verificabili nell’archivio degli atti parlamentari del Gran Consiglio ticinese dal 1999 al 2003. Scientemente evito entrar nel merito del “pregiudicato neonazista”. 
Per il momento, appreso in data odierna di summenzionato articolo, è quanto dovevo da parte mia, sia quale Presidente dell’Associazione sia a titolo personale.

Roger Etter